La campagna aveva sempre costituito il luogo della festa. Oltre ai mesi più caldi dell'anno, passavamo nella tenuta di Santa Barbara le festività natalizie
I RICORDI

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DI ROSALBA
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e
là organizzavamo le nostre gite pasquali. Tutta la famiglia, la famiglia
di un tempo, quella allargata, con tanti bambini vestiti a festa, si trasferiva
nei luoghi che oggi ricordo con nostalgia.
La semplicità della vita quotidiana era presente anche in quelle
giornate particolari, quando bastava una teglia di pasta al forno e un cesto
di pane caldo a rendere indimenticabili i momenti trascorsi tutti insieme.
Santa Barbara, era la tenuta estiva dei miei nonni. E' una borgata situata
verso Galatina, Coperino. I miei genitori, abitavano appunto a Copertino,
a pochi chilomentri da Santa Barbara. I nonni per stare più a lungo
con noi nipoti, passavano la maggior parte dell'anno in campagna. Sapendoli
lì, noi trascorrevamo tutti i giorni di festa con loro. Era stupendo
il Natale in campagna. Il fascino di quel luogo era costituito anche dalle
persone che ci abitavano: oltre ai miei nonni ed a mia zia, c'erano i coloni
e le loro famiglie. Gente semplice, buona, generosa. I loro bambini le domeniche
con il vestito della festa giocavano in strada con le noci: chi riusciva
a lanciarla più vicino ad un muro le vinceva tutte. Le bambine giocavano
a campana, o a staccia. Con i vestitini corti corti saltellavano sui riquadri
disegnati in terra. Altre bimbe giocavano a tuddhi, sassolini arrotondati
che buttavano in aria e che riprendevano al volo tutti insieme. Erano questi
i giochi semplici che facevano rascorrere la giornata anche a noi, presi
fra gli affetti familiari ed i giochi all'aria aperta.
Rosalba e la tradizione salentina